I costi di sicurezza sovrani devono essere a carico degli enti pubblici

Nel suo rapporto sulla politica aeronautica 2016, il Consiglio federale afferma che la minaccia di atti illeciti contro l’aviazione civile rimane elevata. Le misure per la difesa da queste minacce, notevolmente ampliate negli anni, hanno portato a un forte aumento dei costi per la sicurezza nell’aviazione. Gli atti illeciti sono prevalentemente rivolti contro lo Stato, e tuttavia i costi per le misure di difesa sono in gran parte a carico dell’aviazione.

Gli aeroporti si fanno carico dei costi di sicurezza non sovrani

Il controllo di passeggeri, bagagli e carichi protegge il sistema di trasporto aereo e avviene secondo norme armonizzate a livello internazionale. I costi per queste misure di sicurezza dette «non sovrane» sono a carico degli aeroporti nazionali svizzeri e vengono in seguito riaddebitati agli utenti. Negli aeroporti regionali con traffico di linea i costi di tali misure non sono coperti: a causa degli alti oneri finanziari, gli aeroporti regionali con traffico di linea vengono attualmente sostenuti con fondi del finanziamento speciale per il traffico aereo.

Gli aeroporti nazionali finanziano anche misure di sicurezza sovrane

Oltre a questi costi, gli aeroporti nazionali si fanno tuttavia anche carico dei costi per misure di sicurezza finalizzate a proteggere la popolazione, e non l’aviazione, ovvero i cosiddetti costi di sicurezza sovrani. Citiamo ad esempio la sorveglianza del recinto dell’aeroporto (perimetro interno ed esterno), la sorveglianza degli aeromobili stazionati o le pattuglie negli edifici e dell’area lato terra. Questi costi, a differenza di quanto accade per altri modi di trasporto in Svizzera nonché per tanti altri aeroporti esteri, non sono a carico dello Stato, bensì degli aeroporti stessi, che ne risultano fortemente penalizzati.

I costi di pattugliamento della polizia devono essere a carico degli enti pubblici

La Confederazione ha riconosciuto lo svantaggio competitivo dell’aviazione svizzera già nel rapporto sulla politica aeronautica svizzera 2004. Un gruppo di lavoro incaricato dalla Confederazione aveva consigliato già allora l’assunzione dei costi sovrani da parte degli enti pubblici. Per questo SIAA è favorevole agli accertamenti sulla misura indicata nuovamente nel rapporto sulla politica aeronautica svizzera 2016 per stabilire in che misura i costi di pattugliamento della polizia presso gli aeroporti nazionali debbano essere a carico degli enti pubblici. Tredici anni dopo il rapporto sulla politica aeronautica 2004 è giunto il momento di attuare finalmente questa raccomandazione. Al tempo stesso è necessario mantenere invariato il sostegno mirato degli aeroporti regionali con traffico di linea.

Conclusioni

  • Il controllo di passeggeri, bagagli e carichi protegge il sistema di trasporto aereo. Di conseguenza, i costi per queste misure rimangono a carico degli aeroporti nazionali e vengono riaddebitati agli utenti. I sussidi del finanziamento speciale per il traffico aereo agli aeroporti regionali con traffico di linea devono essere mantenuti invariati.
  • La difesa da pericoli rivolti principalmente contro lo Stato è un compito sovrano e rientra nella responsabilità dello Stato stesso. Ne fa parte tra le altre l’attività di pattugliamento della polizia per la protezione del perimetro e delle infrastrutture aeroportuali. Questi cosiddetti costi sovrani per compiti statali devono essere finanziati dagli enti pubblici.
  • Per questo SIAA approva la disponibilità del Consiglio federale ad accertare in che misura i costi di pattugliamento della polizia presso gli aeroporti nazionali debbano essere a carico degli enti pubblici, come indicato nel rapporto sulla politica aeronautica svizzera 2016.
  • SIAA chiede che questi accertamenti già sollecitati nel rapporto sulla politica aeronautica 2004 vengano ora conclusi in tempi brevi.